Premio Valcellina 1995 – Concorso Nazionale d’Arte Tessile 1° ed.

GIURIA
Gina Morandini – Presidente Associazione Le Arti Tessili
Lydia Predominato – Artista tessile
Irmgard Rapp – Corrispondente Textile Forum di Hannover, Germania
Giorgio Segato – Critico d’arte
Jorrit Tornquist – Docente di Teoria del Colore presso Politecnico di Milano, Italia

PREMI – ARTISTI SELEZIONATI – OPERE
PRIMO PREMIO
Barbara Salato – Divenire di un passo riflesso tra giochi di luci e trasparenze

SECONDO PREMIO
Cristiano Carciani – Lunga vita al manichino

TERZO PREMIO
Eleonora Milesi – La spesa è uguale per tutti

PREMIO SPECIALE FRIULI VENEZIA GIULIA
Mariagrazia Bernardis – Donna mostruosa

MENZIONE SPECIALE
Maria Cristina Mancinelli – A casa

MENZIONE SPECIALE
Lucia Pagliuca – Le colonne


Katiuscia Albanese – Omaggio a Klimt
Giovanna Barbieri – Dove ha perso la testa Maria?
Lorenza Boisi – Riconversione di memorie
Lucia Capri – Metamorfosi
Angela Casaril – Caragol
Patrizia Casini – Armonia di contrasti
Kerry Trevi Dolphin – Sheltered lives
Linda Donati – …come esuli pensieri…
Monica Dreossi – La libertà
Vania Falcomer – Senza tempo
Lorenza Gaiardi – Arazzo
Enrica Giubellini – Poseidonia
Massimo Lattanzio – Materia
Amarilli Lerzio – Fusione
Barbara Lerzio – Umanità
Federica Luzzi – Senza titolo
Evelina Marconi – Alga magica
Daniela Mazzucco – Ein schloss in un paradiso di lana
Carmela Milazzo – Il viandante
Daniela Negro – Arcobaleno
Valentina Ottone Caserta – La linea del cuore
Alessia Padoan – L’esatto contrario
Silvio Pin – Tensione
Roberta Piva – L’albero della vita
Nadia Pomposi – La natura vista attraverso il tessuto
Lucia Sellan – Fylla
Antonella Tana Valverdi – Omaggio al Messico

SAGGIO CRITICO

L’Arte Tessile, La Vita, Il Pensiero
di Giorgio Segato
Penelope: l’attesa, la trama, l’ordito, la vita, il pensiero, l’inganno, il farsi e il disfarsi; l’accumularsi e il decantarsi di esperienze, ricordi, impressioni; l’intrecciarsi e lo strutturarsi del filo in filo logico, in forma, in atto creativo; l’emergere della memoria, il coniugarsi di passato e presente, e il desiderio, la nostalgia progettuale di futuro. L’arte tessile mi fa pensare a tutto questo. E l’aver partecipato ai lavori della qualificata Giuria del Premio Nazionale Valcellina -1995, con Irmgard Rapp, Lydia Predominato, Gina Morandini e Jorrit Tornquist, ha ancora più rafforzato nella mia esperienza di critico d‘arte l’idea che nell’arte tessile e insita una delle più alte metafore del farsi della vita come logos, pensiero, discorso, progetto, comunicazione. Di qui risulta evidente l’importanza straordinaria che l’esercizio di quest’arte riveste come particolare manifestarsi della creatività e come eccellente disciplina formativa e didattica: il rapporto diretto con i materiali, l’elaborazione delle combinazioni delle texture in senso compositivo, tattile, cromatico, plastico, l’infinita possibilità di strutturazioni, i tempi e i modi tecnici di una manualità che costantemente impara e riflette, pensa e costruisce, immagina e traduce nella materia costituiscono tutti i “valori” sostanziali di un’attività che ha espresso ed esprime livelli altissimi di arte pura e altissimi livelli di artigianato artistico, confrontando costantemente ricerca e produzione funzionale, tradizione e innovazione.
Il concorso Valcellina ha ben rispecchiato questa condizione bifronte, per quanto, come tutte le arti manipolate, anche l’arte tessile correttamente intesa denunci sintomi assai gravi di abbandono e di dimenticanza, di perdita. L’iniziativa dell’Associazione Le Arti Tessili col suo Centro di Attività Culturali, Studi, Informazioni, acquista ancor più alti meriti promozione artistica e culturale poiché, da una parte insiste nella rivalorizzazione di un’espressione d’arte in cui certamente sono intrecciate in modo indissolubile le radici della nostra memoria artistica più profonda, dall’altra si apre a innovazioni, proposte, soluzioni capaci di accentuare l’incidenza degli aspetti progettuali e più squisitamente creativi sul mestiere, sullo specifico dell’arte. L’esito dell’iniziativa è ben visibile a tutti nella premiazione che ha evidenziato un’ampia gamma di aspetti: dalla ricerca più libera di tessiture di luce alla provocazione concettuale, dalla strutturazione di trame e orditi in organizzazioni plastico-architettoniche o in modulazioni in qualche modo scultoree.
Ma numerose sono le suggestioni forti che la Mostra riserva, con un uso della tessitura ad ampio orizzonte: dalle didattiche operative alle elaborazioni squisitamente tecniche, dalla proposta monumentale all’invenzione di volumi di forte suggestione organica con accese cromie, dalla costruzione di veri e propri paesaggi tridimensionali alla modulazione lirica astratta del colore come forma e contenuto dell’emozione esistenziale.