Premio Valcellina 1997 – Concorso Nazionale d’Arte Tessile 2° ed.

GIURIA
Carlo Ciussi – Artista
Carlo Clocchiati – Gallerista
Maria Massau Dan – Direttrice Museo Rivoltella Trieste TS
Lydia Predominato – Artista tessile
Stefania Severi – Critica d’arte

PREMI – ARTISTI SELEZIONATI – OPERE
PRIMO PREMIO
Vania Falcomer – La vita è un intreccio, il pensiero è un nodo

SECONDO PREMIO
Antonio Ranalli – Memoria di Magna Grecia

TERZO PREMIO
Eleonora Censorii – Occhio Tellurico

PREMIO SPECIALE FRIULI VENEZIA GIULIA
Anna Fadini – Ritmos

MENZIONE SPECIALE
Yolanda Carmona Arellano – Sfere di senso

MENZIONE SPECIALE
Angela Fazzari – Cappello Medusa

MENZIONE SPECIALE
Fabiana Sala – Patchworld. Ma che cosa è successo

MENZIONE SPECIALE
Maria Vittoria Sargentini – L’impermeabile


Giulia Acciardi – La cintura di Calypso
Katiuscia Albanese – L’isola che non c’è
Loretta Ambrosig – La parte razionale del mio io
Alessandra Arosio – Tessere la vita
Mariagrazia Bernardis – La palma della vita
Lorenza Boisi – Fortinbras II – L’uomo del destino
Cristiano Carciani – Bambolona in minigonna
Linda Donati – Alberi
Monica Dreossi – Il mare
Luisa Gentili – Tra terra e cielo
Romina Giglio – Preacher: il predicatore
Mi Kyung Han – Sogni irrealizzati
Massimo Lattanzio – Fiamma nel vento
Agata Lesniakowska – Le rivali
Clara Luiselli – Rivelazioni
Federica Luzzi – Vento
Maya Meidar – Fuori dal muro
Flavia Michelutti – Hands
Alon Moran – Superficie e quadrati
Daniela Negro – Vita
Nina Nemec – Due volti in una luce misteriosamente umana
Lucia Pagliuca – Via lattea
Cristina Ruggiano – Il silenzio
Paola Tovazzi – Immaginazione

SAGGIO CRITICO

Mesci, odorosa Dea, rosee le fila
di Stefania Severi
Il più bel velo di cui si abbia notizia e certo quello che, per le Grazie, tesserono e ricamarono le Dee dell’Olimpo: le Ore distendevano l’ordito, le Parche ordinavano la trama, Psiche raddensava la tela col pettine e Flora ricamava.
<<Mesci, odorosa Dea, rosee le fila… Or mesci, amabil dea, nivee le fila… Mesci, madre dei fior, lauri alle fila…>> cosi il Foscolo nel III Inno del suo poema Le Gazie.
L’ arte tessile e da sempre legata all’immaginario femminile, anche se molti uomini vi si sono dedicati, anche in antico. Forse ciò si è verificato perché essa richiede quelle doti di pazienza e di dedizione tenace che vengono indicate come peculiari della donna. L’arte tessile è stata posta sotto la protezione di Pallade, che e Dea non solo delle arti femminili ma anche della guerra di difesa e dell’intelligenza. La complessità dei ruoli della Dea e testimonianza dell’importanza, pratica ma soprattutto simbolica, che essa rivestiva, e, oserei
dire, riveste, come espressione di quella difesa dei valori che dalla famiglia si amplia ad includere la difesa della collettività civile.
Arte difficile, quella della tessitura, che richiede, oltre alla bravura tecnica, delle doti di spiccata creatività quando si vuole che il prodotto assurga dal piano artigianale a quello artistico. Arte non “minore”, anche se da troppo tempo la storia dell’arte l’ha relegata in una sorte di appendice, etichettandola in modo riduttivo. Ma basti pensare ad opere quali la Tapisserie de Bayeus o al paramento della Dame à la licorne perché quell’indicazione “minore” ceda il posto a quella di capolavoro.
Nell’ultimo secolo l’arte tessile ha subito profondi cambiamenti, in stretta relazione con i cambiamenti e del quadro economico-sociale e del panorama delle arti figurative. Se ciò da un lato ha comportato una drastica riduzione di coloro che vi si dedicano, dall’altro ha rafforzato, in coloro che l’hanno scelta come mezzo espressivo, la consapevolezza che il loro prodotto è, a tutti gli effetti, artistico, perché sottratto alla logica della ripetitività e dettato dall’urgenza di un discorso personale su base creativa. E’ cosi nata la Fiber Art, una forma trasversale di espressione artistica che usa come mezzo espressivo il filo (di paglia, metallo, plastica, lana, spago, seta, cotone, lana di vetro, fibre ottiche …) utilizzando tecniche tipiche della tessitura, quali l’intreccio di trama ed ordito, ma anche la stampa, il ricamo, il nodo, il collage, il ready-made… Forma trasversale perché attinge a suggestioni che vanno dal Futurismo (e come non ricordare gli arazzi di
Fortunato Depero, per altro eseguiti con uri paziente lavoro di cucitura a mano dalla moglie Rosetta che spesso ne interpretava liberamente i bozzetti) all’Astrattismo, con riferimenti tanto all’Astrattismo Geometrico che all’Astrattismo tout court fino a giungere all’lnformale. Ma ancora alcune opere possono essere indicate come Arte Povera, in riferimento alla sintesi segnica alla ricerca degli archetipi, o come Concettuale. Alcuni prodotti possono essere infine ricondotti alle tematiche Pop, specie nell’utilizzo di materiali industriali di largo consumo variamente enfatizzati.
Tale complessità di modelli di riferimento, se da un lato può sembrare deviante, dall’altro inserisce la Fiber Art nel più ampio dibattito artistico.
Il qualificarsi per lo specifico, quindi, se da un lato può sembrare riduttivo, dall’altro rafforza, negli artisti che vi si riconoscono, una specificità che ne sottolinea le peculiarità. E’ pertanto auspicabile che si conservino e si puntualizzino quegli elementi tipicizzanti, già da Foscolo poeticamente individuati, così che, rinnovandosi
ancor oggi il velo delle Grazie, si trovi sempre un’altra Dea alla quale esortare <<Mesci, 0 Flora gentile, oro alle fila… Mesci cerulee, Dea, mescile fila …>>