Premio Valcellina 2001 – Concorso Nazionale d’Arte Tessile 3° ed.

GIURIA
Renate Maak – Artista tessile e Direttrice del Simposio Internazionale di Graz, Austria
Sergio R. Molesi – Critico d’arte
Paolo Olivari – Architetto e giornalista esperto di design
Lydia Predominato – Artista tessile
Nane Zavano – Scultore

PREMI – ARTISTI SELEZIONATI
PRIMO PREMIO
LuciaPagliuca – Prorompe il grido

SECONDO PREMIO
Alessandra Ruo – Batavia

TERZO PREMIO
Giuseppe Scala – Tornido

PREMIO SPECIALE FRIULI VENEZIA GIULIA
Barbara Girardi – Pelle 01

OPERA SEGNALATA
Isabel Fernando Blanco – Calore umano

OPERA SEGNALATA
Caterina Morelli – Storie d’amore in camera da letto

OPERA SEGNALATA
Tomolo Kitada – Silenziosa costrizione

OPERA SEGNALATA
Andrea Recchia – Gabbia per esfoliazione tessile

OPERA SEGNALATA
Misoon Yeon – Offers

Annamaria Atturo – Senza titolo
Rosita Basta – Senza titolo
Alessandro Caioni – Senza titolo
Chen Kuang Chin – Cell
Kyoko Ishii – La composizione
Chiara Lampugnani – Les Papillon Collection
Marco Lanfredi – Lume di follia
Paolo Longari – Magma
Federica Luzzi – Black Shell n. 2
Emanuele Marconi – Senza Titolo
Elisa Mattiola – Abito Aquilone
Francesca Messina – Scatola tattile
Raffaella Norcini Pala – Senza titolo
Nadia Odorico – Skin
Valentina Ottone – Oggetti volanti – percorsi aerei
Martina Pagnanini – Giraffe: reperto n.1
Francesca Paolin – Essenza del busto
Valentina Pisu – Dispositivo tessile in sospensione
Doriana Roscioli – Aracne
Lucia Vedovi – Hekla

SAGGIO CRITICO 

Riconoscimento e promozione della creatività dei giovani, vittoriosa rivendicazione della dignità estetica dell’Arte Tessile, contestualità e globalità, tradizione ed innovazione in tre prestigiose edizioni del Premio Valcellina
di Sergio Molesi

Il Concorso Nazionale d’Arte Tessile “Premio Valcellina”, promosso ed organizzato da Le Arti Tessili Centro di Attività Culturali, Studi, Informazione, in collaborazione col comune di Maniago, è arrivato felicemente alla sua terza edizione.
L’importante manifestazione, a quanto risulta unica nel suo genere in Italia, ha perlomeno due rilevanti motivi per essere ritenuta un evento di primissimo piano nel campo dell’arte. E tali motivi vengono doverosamente e volentieri esplicitati da chi scrive, vista la simpatica consuetudine di inserire, nel catalogo della mostra dei lavori premiati, segnalati e ritenuti meritevoli di essere esposti, uno scritto del critico d’arte di volta in volta presente nella giuria del concorso stesso.
Il Premio Valcellina ha il merito di riconoscere e promuovere la creatività artistica dei giovani e di rivendicare una dignità estetica adeguata all’arte tessile, erroneamente ritenuta, anche in un passato recente, “arte minore” (peraltro in buona compagnia con altre e consimili discipline artistiche, anche insegnate negli Istituti d’Arte) a fronte delle cosiddette “arti maggiori” quali, poniamo, l’architettura, la scultura e la pittura. L’equivoco, peraltro in fase di definitivo superamento, nasceva dall’artificiosa contrapposizione tra l’aspetto “pratico” e l’aspetto “poetico” del realizzare prodotti riconducibili all’immagine e alla sua fruizione. In realtà le valenze funzionali, rappresentative, narrative e simboliche possono essere egualmente presenti in un’opera tessile e in un’opera, poniamo, di pittura. Ciò che fa la differenza, nell’uno come nell’altro caso, è il quoziente di creatività e di espressività e perciò, in ultima analisi, di “poetica‘’ del prodotto. Tutto ciò i giovani l’hanno capito benissimo e, per fortuna senza alcun complesso d’inferiorità, si cimentano nell’arte del tessile con l’assoluta e naturale sicurezza di chi sa di produrre immagini (funzionali, narrative, rappresentative, simboliche o aniconiche che siano che saranno considerate unicamente per i valori creativi ed espressivi di cui sono portatrici. E si può anche tranquillamente affermare che l’arte tessile (oggi qualificata a livello internazionale con la denominazione di Fiber Art), nel suo quasi alchemico coinvolgimento nella polimorficità della materia e nell’estrema varietà dei modi operativi, offre un ventaglio di possibilità creative ed espressive molto ricco ed articolato.
Nelle opere premiate, segnalate e presenti nelle tre edizioni del Premio Valcellina vengono usati materiali tradizionali collegati alla manipolazione della natura e materiali innovativi derivati dall’artificio della produzione tecnologica, vengono messi in atto procedimenti operativi propri della tessitura ed altri rispetto ad essa eterodossi, viene praticata la manualità plastica, viene esercitata la prassi compositiva e cromatica e persino perseguita la dimensione spaziale.
E’ evidente che il fiber artist, per definizione impegnato in modi operativi fortemente connessi al fascino che esercita la materia, opera con la sensibilità cromatica del pittore, con quella plastica dello scultore e con quella spaziale dell’architetto a fornire un prodotto di articolata e totalizzante (olistica) valenza creativa ed espressiva. Altro che “arti maggiori” e “arti minori”! Ma c’è: di più. I giovani fiber artists che hanno vittoriosamente animato queste tre edizioni del Premio Valcellina non si sono peritati di cimentarsi con i linguaggi dell’arte contemporanea, da quelli delle avanguardie storiche fino agli esiti concettuali dell’installazione, sia sul versante rappresentativo e simbolico sia su quello allusivo e aniconico, dando spazio, di volta in volta, alle esigenze dell’intelletto e alle pulsioni della sensibilità, alla conoscenza della mente ed alla sapienza del cuore, nel positivo muoversi tra progetto e destino.
Da ultimo c’è da dire che il Premio Valcellina è sorto nella zona pedemontana pordenonese che ha registrato in passato la presenza di una qualificata tradizione tessile. E’ proprio per mantenere viva la memoria di tale operoso passato e per stimolarne la rinascita, la moderna creatività dei giovani fiber artists viene ospitata nell’antico edificio della filanda, ristrutturato come prestigiosa sede espositiva. E’ questo un modo di perseguire la globalizzazione senza correre pericolo dell’omologazione, di rimanere inseriti nel contesto evitando il rischio della marginalizzazione, di legare vittoriosamente tradizione ed innovazione nella tensione a costruire un mondo migliore e a rendere possibile una vita più degna di essere vissuta.
Trieste, Bar Mauro, 18 Dicembre 2001, luna crescente.